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PROEMIO







Pochi sono i componimenti, e nostri e di fuora, i quali presentino tanta varietà e insieme tanta fiamma di affetti come questo di Alessandro Pope. Nessun altro agguaglia, crediam noi, la nobile industria dell’Autore nel figurare i moti di un animo appassionato, impotente bensì a depor la memoria delle dolcezze perdute, e a sostenere i mali che le seguitarono; ma pur non del tutto chiuso al raggio di speranze d’impermutabil ristoro. E il modo ch’ei tenne fu appropriato sì bene alla condizione della Infelice da lui posta in atto, che senz’altra fatica trae con sè la pietà e l’amore di qualunque spirito umano. Tutto insomma è quì mirabilmente inteso a un tal fine. Ogni idea ne sveglia molte e molt’altre: ogni espressione, che a prima vista parer può o accidentale od oziosa, è sempre inerente al concetto: la filosofia non è mai discompagnata dalla