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le parti del corpo umano 93

erratici. E si come i principali loro al governo de l’universo son li dui luminari sole e luna, e di sopra col sole accompagnano tre pianeti superiori, Marte Giove e Saturno, e di sopra con la luna dui altri, Venere e Mercurio; cosí il destro polmone, piú principale, è simulacro del sole, e però tien seco tre particelle divise che procedono dal medesimo polmone. E il polmone sinistro, che significa la luna, ne tien due: e tutti fanno numero di sette. E si come il mondo celeste sostiene con i suoi raggi e moto continuo questo mondo inferiore, partecipandoli con quegli il calor vitale, la spiritualitá e ’l moto; cosí questo cuor, con li polmoni, sostiene tutto il corpo con l’arterie, per le quali purticipa in tutto il suo calore e li suoi spiriti vitali e il suo continuo moto. Si che in tutto la similitudine è perfetta.

Sofia. Mi gusta questa correspondenzia del cuore e de li membri spiritali col mondo celeste, e le sue infíuenzie nel mondo inferiore. Se mi vuoi ora compiacere, dimmi la correspondenzia del mondo spirituale nel corpo umano.

Filone. La testa de l’uomo, che è la superior parte del corpo suo, è simulacro del mondo spirituale. Il quale, secondo il divin Platone (non longe d’Aristotile), ha tre gradi: anima, intelletto e divinitá. L’anima è quella da la qual proviene il moto celeste e che provede e governa la natura del mondo inferiore, come la natura governa la materia prima in esso. Questa ne l’uomo è il cerebro, con le sue due potenzie del senso e del moto volontario; le quali si contengano ne l’anima sensitiva, proporzionale a l’anima del mondo, previdente e movente li corpi. Di poi è ne l’uomo l’intelletto possibile, chi’è l’ultima forma umana, correspondente a l’intelletto de l’universo, nel qual son tutte le creature angeliche. Ultimamente è ne l’uomo l’intelletto agente; e quando con quello si congiunge il possibile, si fa attuale e pieno di perfezione e di grazia di Dio, copulato con la sua sacra divinitá. Questo è quel che ne l’uomo corresponde al divin principio, dal qual tutte le cose hanno principio e in lui tutte si dirizzano e riposono come in ultimo fine. Questo ti debbe bastar, o Sofia, in questo