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92 ii - de la comunitá d’amore

putrefazione, molti de’ quali son velenosi, cosí de la putrefazione degli umori si generano di molte maniere, de’ quali alcuni son velenosi. E si come nel mondo inferiore, ultimatamente, con participazione celeste si genera l’uomo, che è animale spirituale; cosí, del miglior degli umori del vaporale e piú sottile, si generano spiriti sottili e purificati, li quali si fanno per participazione e ristorazione de li spiriti vitali, che son manenti sempre nel cuore; li quali son de la seconda parte del corpo umano correspondente al mondo celeste, secondo diremo.

Sofia. Ho ben inteso la correspondenzia de la parte inferiore de l’uomo al mondo inferiore de la generazione e corruzione. Dimmi ora de la celeste.

Filone. La seconda parte del corpo umano contiene quelli membri spirituali che son sopra la tela diafragma, fin alle canne de la gola; cioè il cuore e li dui polmoni, il destro e il sinistro; nel destro son tre particelle di polmone divise, e nel sinistro due. Questa parte corrisponde al mondo celeste. Il cuor è l’ottava spera stellata con tutto il celeste sopra d’essa, che è il primo mobile, che ogni cosa muove: egualmente, uniformemente, circularmente si muove, e ogni cosa corporea de l’universo col suo continuo moto sostiene; e ogni altro moto continuo, che si truova negli pianeti ed elementi, procede da lui. Cosí è il cuore ne l’uomo; che sempre si muove in moto circulare e uniforme, né mai si riposa, e col suo moto sostiene in vita tutt’il corpo umano, ed è cagion del moto continuo de li polmoni e di tutte l’arterie pulsanti nel corpo. Nel cuore si truovano tutti li spiriti e virtú umane, si come in quel cielo si truovano tante stelle chiare e grandi, mezzane e piccole. E tante figure celesti son collegate a questo cielo primo mobile, [come] li sette pianeti erratici; i quali si chiamano cosí perché errano nel moto; ché qualche volta vanno ritti, qualche volta tornano indrieto, qualche volta in fretta e qualche volta adagio; e tutti seguitano il primo mobile. Cosi son li polmoni, che seguitano il cuore e lo serveno nel moto suo continuo; li quali polmoni, essendo spugnosi, si distendono e si ristringono, qualche volta in fretta e qualche volta adagio, come li pianeti