Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/81


la generazione negli elementi 75

la domanda al cielo e a l’aere; e la compra e contratta con li suoi vapori che ascendono, de li quali si genera l’acqua pluviale per nutrir le sue piante e li suoi animali. Qual matre potrebbe essere piú piena di pietá e caritá verso i suoi figliuoli?

Sofia. Certamente mirabil è una simil cura in un corpo senz’anima com’è la terra; e molto piú mirabil quella di colui che l’ha potuta far si curiosa. Restami solamente a intendere de la prima cagion de l’amore negli animali, ch’è il desiderio e la dilettazion de la generazione: come questa si truovi negli elementi e corpi senz’anima sensitiva.

Filone. Si truova l’amore generativo negli elementi e ne la materia di tutte le cose inferiori, piú copiosamente che in niuno degli altri.

Sofia. Come, ne la materia? È forse la materia di tutte queste cose inferiori altra che questi quattro elementi? Noi pur vediamo che di questi si generano tutte l’altre cose generate.

Filone. È ben cosí. Ma li medesimi elementi son ancor generabili: onde bisogna dir di che cosa si generano.

Sofia. Di che? L’uno de l’altro. Vediamo che de l’acqua si fa aere, de l’aere acqua, e di fuoco aere, e di l’aere fuoco: e cosí ancor la terra.

Filone. Ancor questo che dici è vero. Ma quelle cose che si generano degli elementi, li propri elementi son materia e fondamento che resta ne la cosa generata da loro, tutti quattro uniti virtualmente. Ma quando si genera l’uno de l’altro, non può essere cosí: ché quando il fuoco si converte in acqua, non resta il fuoco ne l’acqua, anzi si corrompe il fuoco e si genera l’acqua. E poi ch’è cosí, bisogna assegnare qualche materia comune a tutti gli elementi, ne la qual si possin fare queste lor transmutazioni. La qual essendo una volta informata in forma d’aere per suffiziente alterazione; lassando quella forma d’aere, piglia la forma de l’acqua; e cosí degli altri. Questa chiamano li filosofi materia prima; e li piú antichi la chiamano caos, che in greco vuol dir confusione: perché tutte le cose, potenzialmente e generativamente, son in quella insieme e in confusione; e di quella si fanno tutte, ciascuna da per sé, diffusamente e successivamente.