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soprarazionalitá delle passioni amorose 57

dere: che si truovi amore o altra cosa buona ne l’uomo, o vero nel mondo, che non sia governata da la ragione. Poiché è manifesto lei essere la regolatrice e governatrice d’ogni cosa buona e laudabile (ché tanto è la cosa degna quanto partecipa di ragione); come adunque puoi affermare che ’l perfetto amore non sia governato da quella?

Filone. Poiché questo solo ti resta dubbio, questo solo ti voglio dichiarare ne la presente confabulazione. Debbi sapere che negli uomini si truovano due sorti di ragione: l’una chiameremo ordenaria e l’altra estraordenaria. L’intento de la prima è reggere e conservare l’uomo in vita onesta; donde tutte l’altre cose s’indirizzano a questo fine; e tutto quello che impedisce la buona vita umana, la ragione il desvia e reprova. Questa è quella ragione ch’io t’ho detto che non può limitare né governare il perfetto amore; perché tale amore pregiudica e offende la propria persona e vita e bene essere con intollerabili danni, per seguire la persona amata. Ma de la ragione estraordenaria l’intento suo è conseguire la cosa amata; e non attende a la conservazione de le cose proprie, anzi le pospone per l’acquisto de la cosa che s’ama, come si debbe posponere il manco nobile per il piú eccellente. Perché, come dice il filosofo, l’amato ha ragione di piú perfetto che l’amante: ché, essendo fine di quello, il fine è piú nobile che quello che è per il fine. Dipoi, ragionevolmente si debbe fatigarsi per quel che è piú: e lo puoi comprendere per esemplo naturale e morale. Naturale: vedrai ferire uno ne la testa e naturalmente porre innanzi il braccio per salvare la testa, per essere piú nobile. Cosi, essendo fatto uno l’amante e l’amato, ed essendo l’amato la parte piú nobile di questa unione e l’amante la manco nobile, naturalmente l’amante non schifa ogni afflizione e pena per acquistare l’amato; e con ogni cura e diligenzia il segue come vero fine, abbandonando ogni cosa propria di se stesso, come cosa che appartiene ad altri. L’esemplo morale è che, siccome la prima ragione ci comanda conservare le ricchezze per nostro proprio bisogno, a fine che bene e commodamente possiamo vivere; e la seconda ci comanda dispensarle commo-