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400 appendice

90— O mio primogenito, rivolgi il tuo cuore: e conosci che sei figlio
   di sapienti, che son pieni di saggezza come un profeta:
e la sapienza è a te ereditaria. Deh, non lasciare
   andar perduti piú i giorni della giovinezza, o mio diletto!
Vedi ora, figlio mio caro, di imparare
   a leggere la Scrittura e a intendere una mia lettera,
di apprendere la Misc’nâ e di studiare il Talmud,
   secondo le tredici regole, per obbiezioni e soluzioni! —
Come potrei altrimenti contenermi al pensiero della sua conversione?
   Questa la mia malattia, la febbre mia, la spina mia:
95questa strazia come il coltello del mercenario
   la chiostra del mio cuore, e non è rasoio di barbiere:
questa insinua nel cuor mio languore
   e filo di spada dentro nel mio corpo e nelle mie viscere.
A chi posso io confidare la moltitudine dei miei pensieri?
   a chi darò da bere il mosto del mio torchio e del mio tino?
e chi gusterá e mangerá, dopo il tempo
   della mia partenza, il frutto della mia speculazione e ciò che ho scritto?
chi comprenderá ciò che è riposto nel mio libro,
   gl’intimi sensi dell’opera di mio padre, colonna mia?
100chi attingerá, assetato, l’acqua della mia fonte?
   chi la berrá nell’arida terra e nella siccitá?
chi raccoglierá quietamente il frutto della mia piantagione,
   dove l’albero della conoscenza è la mia luce e il mio sostegno?
chi compirá e concluderá le mie opere?
   chi intesserá della mia tela l’ordito e la trama?
chi si ornerá dell’ornamento della mia conoscenza, dopo la mia morte?
   e chi cavalcherá il mio mulo in vece mia, —
fuori che tu, diletto dell’anima mia, mio erede?
   Io debbo alla mia rocca un pegno.
105 Di te ho sete, te desidera il mio corpo,
   in te acqueto la mia sete e sazio la mia fame.
A te è destinata la mia lucida intelligenza,
   lo splendore del mio sapere e la saggezza che rifulge in me.
In parte mi venne in ereditá del padre che mi ha ammaestrato,
   del padre della sapienza, che fu mia guida e mio maestro;
e per il resto è acquisto delle mie fatiche,
   ché l’ho conquistata col mio arco e la mia spada.
I miei pensieri divennero si profondi, che i saggi
   di Edom furono agli occhi miei come cavallette;