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gli atti perfettivi nella conoscenza 373

redizione sua nel sommo Dio, però che per quelli piú presto s’allontana da la sua purissima divinitá che si approssimi a quella; si che consiste la sua reduzione negli atti incorporei li quali dependono solamente de l’intelletto, che è separato da materia. Adunque tutto l’universo prodotto si reduce nel suo creatore mediante la parte intellettiva che in lui volse participare, e mediante gli atti di quella.

Sofia. L’intelletto ha nissuno altro atto che l’intendere?

Filone. No.

Sofia. Adunque non son molti gli atti che fanno perfetto l’universo, ma solamente uno, che è l’intendere.

Filone. Quando bene ti conceda che l’intelletto non ha altro atto che l’intendere, esso intendere di diverse cose son diversi atti intellettuali: e se bene son tutti atti perfettivi, che aiutano a la reduzione de la creatura nel suo creatore, nondimeno quello atto intellettuale che rettamente causa quella, è quello che ha per oggetto l’essenzia divina e la sua somma sapienzia, però che in questo (come giá altrove t’ho detto) consiste e si comprende ogni cosa intelletta e ogni grado d’intellezione; e questo è quello che può redurre l’intelletto possibile secondo tutta la sua essenzia in intero atto, e gli altri intelletti prodotti attuali nel sommo grado de la sua perfezione. Ancora, in questi si truovano gradi non pochi, subalternati l’uno a l’altro, e ancor diremo diversi atti; e giá t’ho dichiarato, ne la nostra prima confabulazione, che l’anima nostra intellettiva mediante tre atti si reduce nel suo sommo creatore: con intellezione, con amore e con fruizione unitiva.

Sofia. Adunque tu poni ne l’intelletto altro atto che l’intendere?

Filone. Giá sai che, se bene ne le cose corporee l’amore è diverso da l’intellezione (come una de le passioni corporee de l’atto incorporeo), che ne l’essenzie intellettuali e immateriali stanno insieme, e l’amore loro è intellettivo e intellezione loro de le cose piú alte amorosa: solo secondo ragione riceveno qualche distinzione, non reale né essenzialmente; e la fruizione unitiva è l’ultima e perfettissima intellezione, però che quanto