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classificazione platonica dell’amore 369


Filone. È ben tempo di dirtelo. Tu sai [che] una volta che ’l mondo fu prodotto dal sommo creatore mediante l’amore (però che vedendo il sommo buono la sua immensa bellezza, e amando quella e quella lui come sommo bello, produsse o ver generò a similitudine de la sua bellezza il bello universo, però che ’l fine de l’amore è, come Platone dice, parto in bello), — prodotto adunque l’universo dal sommo suo creatore a somiglianza ovvero a immagine de la sua immensa sapienzia, nacque amore del creatore verso di esso universo, non come d’imperfetto a perfetto, ma come da perfettissimo superiore a meno perfetto inferiore e come dal padre al figlio e da la causa al suo effetto singulare. Onde il fine di questo amore non è acquistare bellezza che manchi a l’amante, né dilettarsi ne l’unione di quello amato, ma è per fare acquistare la maggiore perfezione a l’amato, de la qual mancaria se non l’acquistasse per l’amore de l’amante, e per dilettarsi esso divino amante ne la bellezza maggiore a la quale l’amato universo arriva mediante il suo divino amore: come accade in tutti gli amori de li superiori agl’inferiori, de le cause a li quattro suoi effetti, de li padri a li figli, del maestro al discipulo e di tutti li benefattori a li suoi benefiziati, che l’amor lor è desiderio che l’inferiore suo arrivi al maggior grado di perfezione e bellezza, ne l’unione de la quale con esso amato esso amante si diletta; e questa dilettazione de l’amante ne la perfezione e bellezza de l’amato è fine de l’amore di esso amante.

Sofia. Di questa materia giá mi ricordo tu avermi detto questa distinzione, che è fra l’amore del superiore a l’inferiore e l’amore de l’inferiore al superiore; e la sentenzia è stata quasi una medesima, se bene in altri modi di dire e altri propositi. E conosco che, se bene il fine di ciascuno di questi due amori è dilettazione de l’amante ne l’acquistata bellezza de l’amato, che pur l’amore de l’inferiore al superiore è per la bellezza del superiore amato acquistata da l’inferiore amante, a chi manca, e il fine de l’amor suo è la dilettazione de l’amante ne l’unione de la bellezza de l’amato superiore, la quale gli mancava: ma l’amore del superiore a l’inferiore è per la bellezza che acquista l’inferiore amato, la quale gli mancava; col quale acquisto esso

Leone Ebreo, Dialoghi d’amore. 24