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dottrina biblica della sapienza divina 353

tesori. E di poi che narrò (come vedi) a che modo da la sapienzia divina viene ogni sapere, virtú e bellezza de l’universo, le quali ella participa in gran copia a chi l’ama e sollicita, dichiarando di quanta somma sapienzia proviene; continua dicendo: «Il Signor mi produsse in principio de la via sua, innanzi de l’opere sue ab antico; ab eterno fui esaltata pel capo de le maggiori antichitá de la terra, prima che fussero l’abissi; io fui prodotta innanzi che fussero l’esuberanti origini de l’acqua, innanzi de li monti e valli e [di] tutte le polveri del mondo. Quando compose li cieli, ivi era io; e quando segnalò il termine sopra le faccie de l’abisso, quando pose il sito al mare e [a] l’acque che non passassero il suo comando, e quando assegnò il termine a li fondamenti de la terra, io allora era appresso di lui artifizio ovvero arte, esercitandomi in belli e dilettevoli artifizi, ogni dí giocando in presenzia sua, d’ogni ora giocante nel mondo e nel terreno suo e le delizie mie con li figli degli uomini. Onde, figliuoli miei, oditemi e guardate li miei precetti», et cetera. Mira, o Sofia, con quanta chiarezza ne mostrò questo sapientissimo re che quella somma sapienzia emana ed è prodotta dal sommo Dio, e non sono una medesima cosa (come vuole Aristotile): a la quale chiama principio de la via sua, però che la via di Dio è la creazione del mondo e la somma sapienzia è il principio di quella, col quale il mondo fu creato; dichiarando per la sapienzia il detto di Moise: «In principio creò Dio, et cetera». E dichiara questa come somma sapienzia essere la prima produzione divina, precedente a la creazione de l’universo, però che mediante lei tutto il mondo e le parti sue furono create; e la chiama (come Platone) arte o artifizio ovvero sommo opifice, però che essa è l’arte o l’artifizio con che tutto l’universo fu da Dio artifiziato, cioè esemplo o modello di quello; e dice che fu appresso di lui, per denotare che non è diviso essenzialmente l’emanante dal suo origine, ma congiunti. E dice come tutte le bellezze delettabili e deliziose vengono da lei, cosí nel mondo celeste come nel terrestre; e dichiara che le bellezze sue ne li terrestri sono basse e ridicule in respetto di quelle che essa imprime ne li figli degli uomini, però che

Leone Ebreo, Dialoghi d’amore. 23