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l’idea e l’intelletto divino 345


Filone. Si, se propriamente stesse in quello: ma la idea non propriamente esiste ne l’intelletto, anzi è il medesimo intelletto e mente divina; però che la idea del mondo è la somma sapienzia, per la quale il mondo fu fatto, e la sapienzia divina è il verbo, e l’intelletto suo la sua propria mente, però che non solamente in lui ma ancora in ogni intelletto prodotto in atto la sapienzia e l’intenzione e il medesimo intelletto è una medesima cosa in sé, e solamente appresso di noi è in questi tre modi rappresentata la sua simplicissima e pura unione: tanto piú nel sommo e purissimo intelletto divino, che è a tutti modi uno medesimo con la sapienzia ideale. Si che la bellezza di essa idea è la medesima bellezza de l’intelletto, non che sia in lui la bellezza come in suggetto, ma il medesimo intelletto o idea è la medesima prima bellezza, per la quale ogni cosa è bella.

Sofia. Adunque tu non vuoi che sia altro la mente e intelletto divino che l’esemplo de l’universo, per il quale fu prodotto.

Filone. Non altro, veramente.

Sofia. Saria adunque l’intelletto divino solamente per servire a l’essere del mondo, poi che non è altro che l’esemplo da produrlo, e in se stesso nessuna eccellenzia averia.

Filone. Questo non segue, perché l’intelletto divino è per sé eccellentissimo ed eminentissimo sopra tutto l’universo prodotto; e se bene ti dico che è esemplo di quello, non voglio giá dire che sia fatto per lui come instrumento e modello per le cose artifiziate: ma dico che, essendo lui perfettissimo, resulta e deriva da lui tutto l’universo a similitudine sua come sua immagine; e lui è tanto piú eccellente che l’universo, quanto è la vera persona piú che la sua immagine e la luce piú che la proporzionata ombra. E però quella somma bellezza che è in sé, è purissima simplicissima e in perfettissima unitá, e ne l’universo si produce in unitá multifaria de l’unico tutto con le molte parti, in gran distanzia di perfezione da lui come è de l’effetto a la eminente causa (secondo t’ho detto).

Sofia. M’acquieta l’animo questa teologica e astratta unione; e conosco che la somma bellezza è la prima sapienzia, e quella,