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332 iii - de l’origine d’amore

viene per essere l’anima loro sommersa e molto aderente al corpo, e il corpo inobbediente e poco vinto da l’anima: questi tutta la cognizione che hanno de le bellezze corporee e sensibili e cosí tutto l’amore che hanno a quelle è puro sensibile, e le bellezze spirituali non conoscono né amano, né si dilettano in quelle né le stimano degne d’essere amate; e questi tali sono degli uomini infelicissimi e poco differenti dagli animali bruti, e quel che han di piú è lascivia e libidine, concupiscenzia e cupidizia e avarizia, e altre passioni e turbazioni che fanno gli uomini non solamente vili e indegni, ma ancora laboriosi e insaziabili e sempre turbati e inquieti con nissuna satisfazione e contentezza, però che l’imperfezione di tali desidèri e dilettazioni gli leva ogni fine satisfattorio e ogni tranquilla contentezza, secondo la natura de l’inquieta materia, madre de le bellezze sensibili. Sono altri che piú veramente si possono chiamare uomini, ché [in loro] la faccia de l’anima che è verso l’intelletto è non men luminosa che quella che è verso il corpo, e alcuni ne li quali è molto piú lucida: questi dirizzano la cognizione sensibile a la razionale come proprio fine, e tanto reputano bellezze le sensibili con l’inferior faccia quanto si cava da quelle le razionali bellezze con la superiore, che è la vera bellezza (secondo t’ho detto); e se bene aderiscono l’anima spirituale con la faccia inferiore a li corpi per avere de la loro bellezza cognizione sensibile, di continente di contrario moto elevano le spezie sensibili con la faccia superiore razionale, cavando da quelle le forme e spezie intelligibili, riconoscendo essere quella la vera loro [cognizione de la bellezza], e lasciando il corporeo del sensibile, come brutto e scorza de l’incorporeo, ovvero ombra e immagine sua; e del modo che dirizzano l’una cognizione a l’altra cosí dirizzano l’uno amore a l’altro, cioè il sensibile a l’intelligibile, ché tanto amano le bellezze sensibili quanto le cognizioni loro inducono a riconoscere e amare le spirituali insensibili, le quali come vere bellezze solamente amano, c ne la fruizione di quelle si dilettano, e nel resto de la corporenzia e sensualitá non solamente non hanno amore né dilettazione in quella, ma l’odiano come brutta [e] materiale e