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324 iii - de l’origine d’amore

de le cose artificiali donde dipende, poi che non viene dal spirituale, o ver celeste, l’origine de le forme naturali, né è del numero e natura di quelle.

Filone. Cosi come la bellezza de le cose naturali deriva da le forme naturali essenziali ovvero accidentali, cosí la bellezza de le cose artificiate deriva da le forme artifiziali: onde la diffinizione de l’una e de l’altra bellezza è una medesima, distribuita a tutte due.

Sofia. E qual saria la loro diffinizione?

Filone. Grazia formale che diletta e muove chi la comprende ad amar; e questa grazia formale, cosí come ne li belli naturali è di forma naturale, cosí ne li belli artifiziati è di forma artifiziale. E per conoscere che la bellezza dei corpi artifiziati viene da la forma de l’artifizio, immagina due pezzi di legno eguali, e che ne l’uno s’intagli una bellissima Venere e ne l’altro no: conoscerai che la bellezza di Venere non viene dal legno, ché l’altro pari legno non è giá bello; resta che la forma o, figura artifiziata, è la sua bellezza e quella che la fa bella. E cosí come le forme naturali de’ corpi derivano da incorporea e spiritual origine, la qual’è l’anima del mondo, e oltra dal primo e divino intelletto, ne li quali due prima tutte le forme esisteno con maggior essenzia perfezione e bellezza che ne li divisi corpi: cosí le forme artifiziali derivano da la mente de l’artifice umano, ne la qual prima esisteno [con] maggior perfezione e bellezza che nel corpo bellamente artifíziato; e cosí come levando per considerazione del bello artifíziato la corporenzia non resta altro che l’idea, la quale è in mente de l’artifice, cosí levando la materia de’ belli naturali restano solamente le forme ideali preesistenti ne l’intelletto primo, e da lui ne l’anima del mondo. Ben conoscerai, o Sofia, quanto piú bella debbe essere l’idea de l’artifizio unita ne la mente de l’artifice che quando si truova nel corpo distribuita e smembrata, però che ogni bellezza e perfezione cresce l’unione e la divisione la sminuisce: e le parti de la bellezza de la statua di Venere nel legno sono divise ciascuna per sé, onde fanno lenta e debile la sua bellezza in respetto di quella che è ne l’anima de l’artefice, però che in