Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/328

322 iii - de l’origine d’amore

la soave voce e releganti orazioni, li resonanti versi non hanno giá materia di torme né forma che l’informi, e pur son belli; e finalmente le cose belle de l’immaginazione e [de] la ragione e de la mente umana (che hai detto) non hanno giá composizione di materia né forma, e pur son li piú belli del mondo inferiore.

Filone. Bene hai domandato: e giá io ero per dichiararti la bellezza di questi, se bene tu non me avessi assalito. Nel mondo inferiore tutte le bellezze sono de le forme (come ti ho detto), le quali, quando ben convinceno la materia deforme e dominati la rozza corporenzia, fanno li corpi belli: e loro in sé è giusto che sian piú belli, ovvero bellezza, poi che bastano a far del brutto bello; che se non fussero belli, o sariano brutti o neutrali, cioè né belli né brutti; e se brutti, come fan belli per sua essenzia, che un contrario essenzialmente non può operare contrario di lui, ma piú presto simile? se neutrali, perché fanno piú presto belli che brutti? (e ciò in tutte loro segue sempre). Necessario è adunque concedere che le forme sien piú belle che l’informati da quelle. Li colori adunque sono belli perché son forme; e se per loro li corpi ben coloriti si fanno belli, tanto piú essi medesimi debbeno essere belli, o bellezza; e molto piú la propria luce, che ogni colore e colorato fa belli, ed è propriamente forma ne li corpi astratti e immista con la corporenzia (come giá hai inteso), e si legge madre de le vaghe bellezze del mondo inferiore, è giusto che sia bellissima. Il sole, la luna, le stelle per la luce loro sono belli, la quale in tutte ha ragione di forma; e loro stessi (secondo dice Temistio) si possono chiamare forme piú presto che corpi informati. Essendo il sole padre de la bella luce, è giusto che sia capo de la bellezza corporea, e di poi gli altri corpi celesti lucidi, che prima da lui participan sempre la luce; e di poi fa ancora belli tutti li corpi inferiori lucidi e coloriti: e massimamente il fuoco fiammeggiante, per essere piú formale e manco corporeo per la sua sottilitá e leggereza, e perché piú partecipa la luce solare; e pare la formalitá sua in ciò che da nissuno altro elemento contrario si lascia violare né alterare se del tutto non si corrompe, però che nissun altro elemento il può infrigidare né umettare né indurre in lui