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genesi dell’amore da bellezza e cognizione 313

l’amore, concetto dal bello ne la mente del suo conoscente, a chi manca e [che] il desidera: è adunque il bello amato padre e generante de l’amore, e la madre è la mente de l’amante ingravidata del seme di esso bello, che è la sua esemplare bellezza in essa mente del conoscente, de la quale ingravidata desia l’unione con esso bello, ovvero generazione del simile; e giá di sopra hai inteso come l’amato ha natura paterna generante e l’amante ha natura materna concipiente de l’amato e desiderante il parto in bello (come dice Platone).

Sofia. Mi piace questa assoluzione e chiara sentenzia del padre e madre de l’amore in comune: ma innanzi ch’io ti domandi piú dichiarazioni, bisogna che m’assolvi una contradizione che appare in due parole. Dici che la madre de l’amore è la cognizione del bello che manca; e da l’altra parte dici ch’ella prima è gravida de la forma del bello, e perciò la desia e ama. La contradizione è che, se la mente del conoscente è gravida del bello, non gli manca giá, anzi l’ha; ché la gravida ha in sé il figlio, e non gli manca.

Filone. Se la forma del bello non fusse ne la mente de l’amante sotto spezie di bello, buono e giocondo, non saria esso bello mai amato da lui, ché i privi interamente di bellezza non hanno né desiano il bello, ma quello che ’l desia non è del tutto privato di lui, però che ha la cognizione sua e la sua mente è ingravidata de la forma de la sua bellezza. Ma perché gli manca il principale, che è la perfetta unione con esso bello, gli viene il desiderio del principale effetto, che manca, e desia fruire con unione il bello, la forma del quale impressa in la sua mente l’incita, come desia la gravida di figliare e porre in luce l’occulto dentro di lei: si che la madre de l’amore (cioè l’amante), se bene è privata de l’unione perfetta con l’amata, non è però privata de la forma esemplare de la sua bellezza la quale la fa essere amante o desiderante l’unione di quel bello che gli manca.

Sofia. Mi piace ciò che dici: ma mi resta contra che parrebbe che la madre amante, gravida del bello padre, parturisse ovvero generasse per figlio il medesimo padre; però che tu dici