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310 iii - de l’origine d’amore

nacque la bellezza, però che ogni amore è di cosa amata e ogni cosa amata è bella, e per essere bella o parere s’ama, perché l’amore è desiderio di bello. Dice che, essendo gli dèi nel convito quando nacque Venere, Penia bisognosa era di fuore per avere qualche reliquia de le vivande degli dèi; e il suo dio Poro, figliuolo del consiglio, imbriacato del nettare usci di casa, dove era con gl’altri in convito, e andò ne l’orto a dormire: onde Penia, desiderosa di avere figliuolo di lui, se gli coricò appresso e concepé l’amore. Vuol dire che, producendo gli dèi (cioè Dio col mondo angelico) bellezza a loro simile nel mondo corporeo creato, nel quale concorrivano insieme con liberale largizione e letizia come in convito de’ natali di quella, il mancamento de la materia potenziale intervenne li, desiderosa di participare le forme belle e perfezioni divine e angeliche. Poro, figlio del consiglio (cioè l’influente intelletto), imbriacato del nettare (cioè pieno de le idee e forme divine), desiderò participare al mondo inferiore per bonificarlo, se bene l’inclinarsi al basso fusse a lui mancamento: e questo è che dice che andò a dormire ne l’orto di Giove, cioè che addormentò la vigilante cognizione sua, applicandola al mondo corporeo del moto e generazione, che è l’orto di Giove, però che l’intelletto celeste è casa e palazzo di Giove, ove si fa il convito e si beve il nettare divino, che è l’eterna contemplazione e desio de la divina e bellissima maestá. Quando l’intelletto, figliuolo del consiglio (che è il sommo Dio), volse participarsi al mondo inferiore, la poveretta bisognante Penia se gli accostò appresso: cioè la potenzia de la materia, desiderosa di perfezione, s’ingravidò di lui, imbriacato del desio de la perfezione corporea, mezzo dormiente de la sua eterna contemplazione divina, e divertito alquanto da quella per participare perfezione a la bisognante materia. E d’ambidue nacque l’amore però che l’amore dice perfezione, non in atto ma in potenzia, e cosí l’intelletto nel corpo generabile, che è forma potenziale e intelletto possibile e per essere intelletto conosce le cose belle, e per essere in potenzia gli manca la possessione di quelle e desia la bellezza attuale: e questo è quel che dice