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il mito platonico del peccato 307


Sofia. Mi piace ancora questa allegoria accomodata a la favola platonica de l’androgeno: ma vorria che, trovando alcuno proposito, mi dicessi, o Filone, il construtto di quella nel nostro proposito del nascimento de l’amore.

Filone. Quel construtto che caviamo di questa allegoria, per il nostro proposito del nascimento de l’amore, è che tutti gli amori e desidéri umani nascono da la coalternata divisione de l’intelletto e corpo umano: però che l’intelletto inclinato al corpo suo (come il maschio a la femmina) desia e ama le cose pertinenti a quello, e se sono necessarie e moderate sono desidéri e amori onesti per la loro moderazione e temperamento, e se sono superflui sono lascivi e disoneste inclinazioni e atti peccatori; ancora il corpo amando l’intelletto (come donna il marito maschio) si solleva in desiare le perfezioni di quello, sollecitando con li sentimenti, con gli occhi, con le orecchie e col senso, fantasia e memoria, d’acquistare il necessario per le rette cognizioni ed eterni abiti intellettuali, con che si felicita l’intelletto umano: e questi sono desidéri e amori assolutamente onesti, e quanto piú ardenti tanto piú laudabili e perfetti. Si che in ciò ne ha mostrato Platone il nascimento de l’amore e di tutti gli amori umani, solamente de li quali fa progenitori la parte intellettuale come padre e la parte corporea come madre: e il primo amore de l’uomo è questo mutuo individuale fra l’una parte e l’altra, come l’amore che è fra [il] maschio e la femmina. Di poi questo primogenito amore, nascono da questi due parenti tutti i desidéri e amori umani a tutte le cose, li quali s’includeno in tre spezie: cioè o intellettuali, che sono assolutamente onesti (come erano quelli de l’uomo congionto e intero ne la prima vita felice nel paradiso), o sono atti corporali necessari e moderati, che ’l temperamento li fa fra li corporei onesti (come era la vita de l’uomo quando fu divisa per il necessario adiutorio prima che peccassi), ovvero sono atti corporali inordinati superflui ed escessivi, che sono brutti, peccatòri e disonesti (come fu la vita de l’uomo poi che fu infangata ne la cognizione del bene e male, sommersi ne la lascivia e abituati nel peccato); i quali