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il peccato originale 303

bitivo) disse che maladetta saria la terra per lui, e con tristizia e affanno la maneggiarla tutta la vita sua, e spine germinaria per lui, e mangiarla de l’erba del campo, e con sudore de le nari sue mangiaria pane, fin che tornasse a la terra di che fu pigliato, perché lui era polvere e in polvere tornarebbe: cioè che le cose terrestre sariano maledette e nocive a l’intelletto, e li sarebbero dolorosi cibi e tristi, come quelli che participano mortalitá a l’immortale; e il successo de li suoi atti terrestri saria affannoso e pongitivo come le spine; il cibo suo saria erba del campo, che è cibo degli animali irrazionali, però che egli come loro aveva posta la sua vita ne la sensualitá sola; e se volesse mangiar pane, che saria con sudore de le nari, zappando e faticando: cioè che, se volesse mangiare cibo umano, non bestiale, e fare atti umani, gli sarebbero difficili per l’abito contrario che aveva giá pigliato ne la bestiale sensualitá. Diceli che tutti questi danni li succederiano del peccato, fin che torni a la terra de la quale fu cavato: di tutte le [cose] terrestri mortali essendo fra tutti loro per grazia di Dio fatto immortale, egli volse in ogni modo essere polvere terrestre, infangandosi ne li peccati corporei; questa fu causa d’avere a ritornare in polvere come era nel principio, eguale ne la mortalitá a li terrestri animali. Di continente il testo dice che Adam chiamò sua mogliere Eva, cioè animale loquace e femmina, perché fu madre d’ogni animale: cioè che chiamò a la parte corporea nome eguale agli altri bruti animali, perché lei fu causa di produrre ogni bruttezza bestiale ne l’uomo; e denota che Dio, mediante l’intelletto loro (che di contemplativo era venuto attivo e basso ad intendere circa il corpo), gli principiò a mostrare l’arti, facendo vestimenti di cuoio per coprirsi, e mandollo fuori del paradiso per servire la terra, cioè levato da la contemplazione per attendere al terrestre, lasciandoli pure possibilitá di possere tornare a mangiare de l’arbore de la vita e vivere in eterno. Per il quale effetto dice che «Dio collocò ne l’oriente del paradiso li cherubini e il lampo de la spada revolgente, per potere guardare la via de l’arbore de la vita»: li cherubini significano li due intelletti angelici depositati negli uomini, cioè possibile e agente, e