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il peccato originale 297

di Adam ed Èva e loro pena: si che per il modo de l’istoria ebraica era bisogno la divisione precedesse al peccato. Ma la favola platonica, se bene è pigliata da l’ebraica e una con quella, è d’altra foggia: però che ella fa il peccato ne l’uomo congiunto, per voler combattere con gli Dei, onde per pena de la sua arroganzia fu inciso e diviso in due, maschio e femmina; e l’accomodazione de’ genitali pone per remedio del lor perire (come hai inteso). E quando conoscessi, o Sofia, il significato allegorico de l’una e l’altra narrazione, vedresti che, se bene li modi son diversi, l’intenzione è una medesima.

Sofia. Non solamente la favola platonica mostra essere fatta per qualche sapiente significazione, ma ancora l’istoria ebraica in questa prima unione e poi divisione de l’uomo denota voler significare de la natura de l’uomo altro che il litterale de l’istoria: ché non credo giá che l’uomo e la donna in alcun tempo fussero altrimenti che in due corpi divisi, come sono al presente. Pregoti, Filone che mi dica il significato de l’una e de l’altra.

Filone. Il primo intento de l’istoria ebraica è mostrare che, quando l’uomo fu creato nel stato de la beatitudine e posto nel paradiso terrestre, se bene era maschio e femmina (però che la spezie umana si salva non in un supposto ma in due, cioè maschio e femmina; ambidue insieme fanno un uomo individuale, con la spezie ed essenzia umana intera), niente di manco questi due suppositi e parti di uomo in quello stato beato erano colligati in le spalle per contra viso: cioè che la conferenzia loro non era inclinata a coito né a generazione, né il viso de l’uno si drizzava in fronte a l’altro viso, come suole per tale effetto; anzi, come alienati da tale inclinazione, dice l’unione loro essere per contra viso, non che fussero uniti corporalmente, ma uniti in essenzia umana e inclinazione mentale, cioè tutti due a la beata contemplazione divina, e non l’uno a l’altro per diletto e coito carnale, ma perché meglio l’uno a l’altro si potessi aiutare. La donna, ingannata dal serpente, causò il peccato del marito e suo, e mangiorono de l’arbore proibito del conoscere bene e male, che è la dilettazione carnale, che è buona in apparenzia nel principio e ne l’esistenzia in fine è gattiva, però