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274 iii - de l’origine d’amore

sono virtú incorporee e intellettuali, e per successione venire in cognizione de la prima causa, come de’ primi motori. Ma questo è come vedere il lucido corpo del sole in acqua o in altro diafano, perché la debil vista noi può vedere de diretto in se stesso: ché cosí il nostro intelletto umano ne le corporee vede l’incorporee, e se ben conosce che la prima causa è immensa e infinita, la conosce per l’effetto suo, che è l’universo corporeo, e per l’opra conosce il maestro; non che ’l conosca direttamente per se stesso vedendo la sua propria mente e arte, come fa il mondo angelico, che per essere intelletti separati da materia son capaci a vedere, ovvero imprimersi in loro, direttamente e immediatamente la chiara bellezza divina (come l’occhio de l’aquila che è capace di vedere direttamente il lucido sole), e non in enigmate.

Sofia. E tu non m’hai mostrato che l’intelletto umano qualche volta viene in tanta perfezione, che si può sollevare a coppularsi con l’intelletto divino, o ver angelico, separato da materia, e fruirlo in atto, vedendolo direttamente e non per discorso potenziale né mezzo corporeo?

Filone. Questo è vero; e li filosofi tengono che l’intelletto nostro si possa coppulare con l’intelletto agente separato da materia, che è del mondo angelico: ma quando viene in questo grado non è piú intelletto umano potenziale né corporeo, né è del mondo corruttibile, ma o egli è giá fatto del mondo angelico o [è] mezzo fra l’umano e l’angelico.

Sofia. Perché mezzo, e non del tutto angelico?

Filone. Però che coppulandosi con l’angelico bisogna che sia inferiore a lui, ché quel che si coppula è inferiore a quello col quale si coppula, cosí come l’angelo è inferiore a la divina bellezza, con la coppulazione della quale si felicita. Si che l’intelletto coppulato è a l’angelico quasi come l’angelico al divino, ed è mezzo fra l’intelletto umano e l’angelico come l’angelico è mezzo fra lui e ’l divino: se bene il divino, per essere infinito, esceda molto piú del mezzo e sia ultimo grado di bellezza, improporzionabile a l’altro. Sono adunque quattro gradi d’intelletto, cioè: umano, coppulativo, angelico e divino; e