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l’amato è superiore all’amante 231

bisogna che conceda che ciascuno di loro è inferiore e superiore a l’altro, che sarebbe contrarietá.

Filone. Contrarietá non è anzi, è veritá che ciascuno di loro, in quanto ama, è inferiore a l’altro, e in quanto è amato gli è superiore.

Sofia. Sarebbe dunque ciascuno superiore a se stesso.

Filone. Ancor questo è vero, che ciascuno amante è superiore a se stesso amato, e se forse un se stesso amasse, saria superiore se stesso amato a se stesso amante. E giá t’ho detto, quando parlammo de la comunitá de l’amore, che Aristotile (secondo vede Averrois) tiene ch’Iddio sia motore de la prima sfera diurna, qual muove per amor di cosa piú eccellente, come ciascuno degli altri intelletti moventi l’altre sfere; e che, come sia ch’alcuno altro non è piú eccellente che Iddio, anzi inferiore a lui, bisogna dire che Iddio muova quella somma sfera per amor di se stesso, e che in Dio è piú sublime l’essere amato da se stesso che amare se stesso, ben che sua divina essenzia consista in purissima unitá, secondo piú largamente allor da me hai inteso. Adunque, se Iddio con sua simplicissima unitá ha piú del sommo e supremo in quanto è amato da se stesso, che in quanto ama se stesso, tanto piú in altri due amanti reciprocamente, che ognuno può essere piú eccellente ne l’essere amato che ne l’amare, non pur in altri, ma in se stesso.

Sofia. Giá mi satisfariano le tue ragioni, se io non vedessi Platone dir chiaramente il contrario?

Filone. Che dice che sia il contrario?

Sofia. Nel suo libro del Convito mi ricordo che dice che l’amante è piú divino che l’amato, però che l’amante è rapito dal divino furore amando. Onde dice che gli dèi son piú grati e propizi agli amati che fanno cose grandi per li amatori, che agli amatori per far cose estreme per l’amati; e dá essemplo di Alceste, il quale perché volse morire per il suo amato, gli dèi lo resuscitorno e onororno, ma non il trasmigrorno nelle beate insule, come Achille, perché volse morire per il suo amatore.