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210 iii - de l’origine d’amore

sono un medesimo in effetto, e tutti due presuppongono coniplacenzia; e il desio, se è moto, è moto de l’anima ne la cosa desiata, e cosí è amore moto de l’anima ne la cosa amata; e la complacenzia è principio di questo moto, chiamato amore e desiderio.

Sofia. Se l’amor e il desiderio fussero un medesimo, non sarebbeno i lor contrari diversi: ché il contrario de l’amore è odio e il contrario del desio è fuga.

Filone. Ancora in questo la veritá s’ha altrimenti: perché la fuga è moto corporeo, contrario non del desio ma del séguito che è di poi del desio: ché del desio il contrario è l’aborrizione, che è un medesimo con l’odio, quale è contrario de l’amore: si che, come loro sono un medesimo, li suoi contrari sono ancor una medesima cosa.

Sofia. Veggo ben che l’amore e il desio sono uno in sustanzia, e cosí li suoi contrari: ma l’amore del non posseduto e del posseduto par (come costoro dicono) ben diverso.

Filone. Pare, ma non son diversi: ché l’amor de la cosa posseduta non è il diletto e il gaudio de la fruizione (come dicono); de la possessione dilettasi e gode il possidente de la cosa amata, ma godere e dilettarsi non è amore, perché non può essere una medesima cosa l’amore, che è moto o principio di moto, col gaudio o diletto, che sono quiete e fine e termine di moto. Tanto piú contrari progressi dico che hanno, che l’amore viene da l’amante ne la cosa amata, ma il gaudio deriva da la cosa amata ne ramante; massimamente ch’il gaudio è di quel che possiede, e l’amore è sempre di quel che manca, e sempre è un medesimo col disio.

Sofia. S’ama pur la cosa posseduta, e quella non manca giá.

Filone. Non manca la presente possessione, ma manca la continuazione di quella e sua perseveranzia in futuro, la qual desia e ama quel che possiede di presente; e la presente possessione è quella che diletta, e la futura è quella che si desia e ama. Si che tanto l’amore de la cosa posseduta quanto quel de la non posseduta è un medesimo col desiderio, ma è altro che la dilettazione: cosí come la doglia e la tristizia è altro che