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degli effetti d’amore 201

debbe precedere la cognizione de la teorica all’uso de la pratica, ché negl’uomini la ragione è quella che indrizza l’opera; e avendomi giá dato qualche notizia de l’amore, cosí di sua essenzia come di sua comunitá, parrebbe che mancasse il principale se ne mancasse la cognizione di sua origine ed effetti: si che senza ponervi intervallo dèi dar perfezione al giá cominciato da te e porger satisfazione a questo residuo del mio desiderio. Ché tu, se (come dici) rettamente m’ami, piú l’anima ch’il corpo amar dèi; dunque non mi lassar imperfetta di si alta e degna cognizione: e se vuoi dire il vero, concederai che in questo sta il debito tuo insieme con la promissione, si che a te tocca prima il pagamento; e se ’l mio non succederá, allor con maggior ragione ti potrai lamentare.

Filone. Non ti si può resistere, o Sofia: quando penso averti levato tutte le vie del fuggire, tu ne fuggi per nuova strada; si che bisogna far quel che ti piace, e la principal ragione è ch’io so’ amante e tu sei l’amata, e a te tocca darmi la legge e a me con esecuzione osservarla. E giá io in questo ti volevo servire, e dirti (poi che ’l ti piace) qualche cosa de l’origine ed effetti de l’amore; ma non mi so risolvere a che modo abbi a parlar di lui, o laudandolo o ver vituperandolo; de la laude è degna sua grandezza, e del biasimo sua feroce operazione, verso di me massimamente.

Sofia. Di’ pur il vero, sia in laude o in vituperio, ché non puoi errare.

Filone. Lodare chi mal fa non è giusto, vituperare chi molto può è pericoloso; son ambiguo, né mi so determinare. Dimmi tu, o Sofia, quale è il men male.

Sofia. Manco male è sempre il vero che il falso.

Filone. Men male è sempre il securo che il pericoloso.

Sofia. Sei filosofo, e hai paura di dir la veritá.

Filone. Se ben non è d’uomo virtuoso dire la bugia (quando ben fusse utile), non però è d’uomo prudente dir la veritá qual ne porga danno e pericolo: ché il vero, il cui dirlo è nocivo, prudenzia è tacerlo e temeritá parlarne.

Sofia. Non mi par giá onesto timore quel di dire il vero.