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natura e condizione d’apollo 141

celeste. E non senza ragione, poi che ’l suo moto è piú ordinato che di nessuno degli altri, va sempre per mezzo il zodiaco senza discostarsi, sempre dritto nel suo moto; onde egli è misura de’ moti degli altri, si come esso è quello che dá tutti gli altri luce: e questo significa quello che dicono de l’essere presidente a le Muse, le quali sono nove, intendendo i nove orbi celesti che fanno l’armonia, de’ quali esso è quello che forma l’universal loro concordanzia. Le sue saette sono i raggi che molte volte nuoceno per troppo calore, ovvero per venenositá de l’aere, il perché lo fanno attore de la peste. Degli arbori gli appropriano il lauro, per esser caldo aromatico e sempre verde, e perché di quello s’incoronano i sapienti poeti e li trionfanti imperadori, li quali tutti son sottoposti al sole, che è dio de la sapienzia e causa de l’esaltazioni degl’imperi e de le vittorie. Ancora per uno altro respetto gli danno il lauro, perché Apollo per essere dio de la sapienzia influisce la divinazione: onde dicono che, come ebbe ucciso Pitone, principiò a dare responsi in Delos, e del lauro si scrive che, dormendo l’uomo circondata la testa de le sue frondi, sogna cose vere e li suoi sogni participano divinazione; e per questa causa gli appropriano il corbo, perché dicono che il corbo ha sessantaquattro voci diverse, da le quali si pigliava augúri e auspici divinatori, piú che da nissuno altro animale.

Sofia. Mi basta questo de la natura e condizione d’Apolline; dimmi quel che appartiene al suo innamoramento con Dafne.

Filone. Il poema è che, vantandosi Apollo in presenzia di Cupido de la virtú del suo arco e de le sue saette, con le quali avea ucciso Pitone venenosissimo serpente, pareva quasi che non stimasse la forza de l’arco e de le saette di Cupido, come armi fanciullesche inatte a cosí terribili colpi; di che sdegnato Cupido ferí Apollo d’una saetta d’oro e Dafne, figliola del fiume Peneo, d’una di piombo: onde fece che Apollo amò la vergine Dafne e la seguitò come si séguita l’oro, e a Dafne fece aggravare l’amore d’Apollo come aggrava il piombo, e che fuggiva continuatamente. Ma vedendosi Dafne seguitare e quasi giunta da