Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/105


miti antichi e sapienza poetica 99

gnificazione de le cose de le scienzie che ne la vera cognizione di quella. E darottenne uno esemplo. Perseo, figliuol di Giove (per finzione poetica), amazzò Gorgone e, vincitore, volò nell’etere, che è il piú alto del cielo. Il senso istoriale è che quel Perseo figliuol di Giove, per la participazione de le virtú ioviali che erano in lui, over per geneologia d’uno di quelli re di Creta o d’Atene ovvero d’Arcadia, che furono chiamati Giove, amazzò Gorgone, tiranno in la terra, perché Gorgone in greco vuol dire «terra»; e, per essere virtuoso, fu esaltato dagli uomini fino al cielo. Significa ancor Perseo, moralmente, l’uomo prudente, figliuol di Giove, dotato de le sue virtú, il qual, amazzando il vizio basso e terreno, significato per Gorgone, sali nel cielo de la virtú. Significa ancor, allegoricamente, prima che la mente umana, figliuola di Giove, amazzando e vincendo la terrestreitá de la natura gorgonica, ascese a intendere le cose celesti alte ed eterne, ne la qual speculazione consiste la perfezione umana. Questa allegoria è naturale, perché l’uomo è delle cose naturali. Vuole ancor significare un’altra allegoria celeste: che, avendo la natura celeste, figliuola di Giove, causato col suo continuo moto la mortalitá e corruzione ne’ corpi inferiori terrestri, essa natura celeste, vincitrice de le cose corruttibili, spiccandosi da la mortalitá di quelle, volò in alto e restò immortale. Significa ancora l’altra terza allegoria teologale, che la natura angelica, che è figliuola di Giove, sommo iddio, creatore di ogni cosa, amazzando e levando da sé la corporalitá e materia terrea, significata per Gorgone, ascese in cielo, però che l’intelligenzie separate da corpo e da materia son quelle che perpetuamente muoveno gli orbi celesti.

Sofia. Mirabil cosa è poter mettere in cosí poche parole d’uno atto istoriale tanti sensi pieni di vera scienzia, e l’uno piú eccellente de l’altro. Ma dimmi, ti prego: perché essi non dichiarorono piú liberamente le loro dottrine?

Filone. Hanno voluto dire queste cose con tanto artifizio e strettezza per molte cagioni. Prima, perché stimavano essere odioso a la natura e a la divinitá manifestare li suoi eccellenti