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Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/9


TOMMASO STIGLIANI


I

LUNA IMPORTUNA

   O del fraterno lume a torto adorna,
poi ch’in danno d’altrui l’usi e in oltraggio,
Luna spietata, al cui improvviso raggio
l’ombra che m’ascondeva or chiara torna;
   chi vieta i furti a te? chi ti distorna,
quando a trovar vai Pane, il dio selvaggio;
ch’abbi a troncarmi il mio dolce vïaggio,
con lo splendor che l’atra notte aggiorna?
   Lasciar ti possa il Sol per sempre oscura,
che t’illustrava, e, fatta ai divi odiosa,
ti discacci dal ciel l ’eterna cura;
   e tu giù vadi, ov’al demon sii sposa,
qual fusti ognor; sì che tua faccia impura
più non debba agli amanti esser dannosa!