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CXLVII, i «contra» : corr. per la rima; —5 «che» inn. a «monta», suppl.;— 8 «e fa parer» (con «e» abraso nel ms.): c’è una sili, di piú; — «un folle», secondo il Ricc. 2908 (C«omo»); — 13 «ne» C, «non» Ricc., che seguo.

CXLVIII, 1 «baldoyn entro», 2 «forna», 4 «sia corona» : emendamenti ovvi;—4 «e» suppl.; — 6 «faro», per lo scambio di s con f; — 12 * deven del mat»: si accomoda con l’inversione.

CXLIX, 2 «chastello non á né muro» : due sillabe di piú ; — 5 «denti» B , «detti» Parm., che seguo; — 8 «gran campangne», sovrabbondante; — 9 «lodo» per «lo[r]do» ; — 14 «aperto» B, corr. di sul Parm.

CL, 1, 2 «rechoia» ms.; — 7 * coia», per «c[r]oia» ; — 8 «chalarcha» : emendo congetturalmente «ch’ai calare»; — 2, 13 «magistro si tibi in re aliena» ms. ; — 14 «lo» suppl. per la misura.

VIII

IACOMO DE’ TOLOMEI DETTO GRANFIONE

Il senese Iacomo di messer Lotterengo de’ Tolomei, soprannominato nei docc. Granfíone o Graffione, è ricordato nel 1270 insieme coi figli e risulta giá morto nel 1290 (cfr. De Angelis, Capitoli d. Disciplinali ecc., Siena, 1818, p. 161). Ma viveva ancora l’8 giugno 1282, in cui fu testimone ad un atto relativo alla vendita di Campagnatico al Com. di Siena (comunicaz. del prof. F. Donati). — Il suo unico son., in C, n.° 98, con attribuzione a «Granfione Tolomei da Siena».

3 «fu», 5 «parlava» : si richiede il plur. ; — 4 «le» suppl. ; — 6 «segondo che», con una sili, di piú; — 9 «è» corr. da «et» ; — io «Musa», con riflesso veneto della forma toscana; — 11 «popa» : l’emend. «spolpa» è congetturale.

IX

MESSER FINO D’AREZZO

A «nieser Fino de meser Benencasa da Rezio» C (n.° 89) attribuisce questo son.: intitolazione, in cui «Rezio» sta certo per «Arezzo». Si può credere che suo padre fosse proprio quel giudice aretino, «che dalle braccia Fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte» (Pnrg-., VI, 13-4) innanzi al 1292: nel quale anno, il