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CXXY, 12 «lo» corr. da Ila», per la relazione con «quel» del v. io.

CXXVI 1 , 4 «i» suppl. ; — 7 «no eber» ms.

CXXVIII, 8 «fatt’è», 11 «e» suppl.;—12 «par»: il senso richiede «per» ; — 14 «uina» ms. (la stampa dipi. «uina», malamente diviso in «uin a»), ossia «urna’» =* c orna’».

CXXIX, io «si come ti chal», con mancamento di due sillabe.

CXXX, 3 «e» : suppl. su Esc. ; — 4 «speranza» B; la lez. «risposta», da Esc.; — 5 «chimmi» = «ch’imi-», con troncamento di «imiti» in fin di verso : espediente non rarissimo nei rimatori dei primi secoli (cfr. «Ernpo - li» nella tenz. V dei poeti perugini, son. 2, 9-10);—6 «en» : senza senso ; corr. «un» ; —10 «fimmi» B : la correz. da Esc. ; — 11 «piú» suppl. ; — «noi» : sviluppato in «non lo» per la misura.

CXXXI, 14 «che» corr. da «chi».

CXXXII, 2 «di» suppl. ; —3 «in» : corr. «nel» per la mis. ; —8 «Ielle», col v. manchevole d’una sillaba; — io «mettare», che sará «mettare’» («metterebbe»); — 13: in princ. «e», soppr. per la misura.

CXXX 1 I 1 , 13-4: «f. di quello che non ha nien^ Acquistato d’onor da li suoi parenti» B: incongruente ripiego per evitar la volgarissima oscenitá del testo recato da Esc., che adotto perchè va tenuto genuino.

CXXXIV, 9: in princ. «Ma», soppresso per la misura; — 11 «il loco», cioè «in 1.» (assimilazione regressiva).

CXXXV, 1 : erroneamente il D’Ancona: «Lassar non vo’ lo trovar» (ingiustificata poi la sua riluttanza a sopprimere quel fantastico «non», pur dopo le avvertenze del Del Lungo e mia: cfr. Sludj 2 , p. 256, n. 39).

CXXXVI, 1 «e» : om. in B, è suppl. di sugli altri codd.; — 6 «dea» : corr. su altri codd. ; — 9 «meta»: ma gli altri codd., ed il contesto, suggeri- ’ scono «muta»; — 13 «e può’lo ntendi» : l’aman. di B fu tratto in inganno dal princ. del v. preced. ; l’emendam. è in parte derivato dagli altri mss., in parte congetturale; — «e dunque» : corr. sull’autoritá degli altri testi.

CXXX VII, 4 «ni sugi» : ma «ni» potrebbe anch’essere «ui» = «vi»; — «loado», svarione per «lardo»; — 6 «refreni» ms.

CXXXVI II, 9 «senn’» corr. da «sen».

CXLI, io «sien», 11 «siem» : ridotti alla forma coni. «siam» ; — 14 «non»: l’emendam. «no’» («noi») è del Monaci (Cresi., p. 517).

CXLIII, 4: in princ. «che», soppr. per la misura.

CXLIV, 13 «chongiunti», ch’è anche, in rima, al v. 9, e poi non dá senso: l’emendam. è congetturale.

CXLV, 3 «chel» inn. a «senno» : soppr. per la mis. ; — 4 «cosi» B, «però» tutti gli altri codd., con miglior lezione;—11 «desse» corr. da «disse» ; — 14: in princ. «che» : ripetiz. dell’inizio del v. prec.: sostituisco «come», secondo gli altri codd.

CXLVI, io * piú char amiche» : la rima richiede l’inversione ; — 11 «e» suppl.