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44 xxiv - pieraccio tedaldi

XVIII

I disagi, che patisce, essendo castellano a Montopoli.

Se colla vita io esco de la buca,
ov’io son castellano pel discreto
messer Filippo da Santo Gineto,
4vece in Firenza per messer lo duca;
ch’egli, o su’ oficial, mi riconduca,
quand’io arò il termine colieto!
Se io accetto, ciò non glielo vèto,
8frustato io sia con aspra marmeruca.
Però che io ci sono assediato
da’ forti venti e da la carestia,
11ed ogni cosa m’è pòrto e collato;
di quel, ch’è vaga piú la vita mia,
ciò è di veder donne, son privato,
14in chiesa, a li balconi o ne la via.

XIX

Giovanni XXII perderá lo Stato della Chiesa se non tornerá d’oltremonti.

Gran parte di Romagna e de la Marca
ha giá perduto il prete di Catorsa,
e l’altro rimanente, c’ha in borsa,
4parmi veder che tosto se ne scarca.
E, s’e’ non sent’e vede e’ monti varca,
la gente bolognese veggio scorsa
a dargli maggior graffi e maggior morsa,
8che mai non fe’ leone a bestia parca.
Ma, s’egli avrá ben letto o ’nteso Cato,
e’ sará savio e fuggirá el romore,
11e non aspetterá villan commiato.
Se, pur dov’è, vorrá esser signore,
per modo tal lo veggo diripato,
14ched e’ n’ará gran danno e disonore.