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L’unico passo della profezia di Daniele, a cui si può credere pensasse il p. dettando i vv. 7-8 e 12-14, è quello, dove si parla della leonessa con ali d’aquila (vii, 4).

X. — Messer Piero de’ Rossi da Parma, fatto nel 1336 capitano generale della lega contro gli Scaligeri, mori il 7 agosto 1337 per ferita riportata sotto Monselice. Era «savissimo di guerra, prò’ e cortese oltra a ogni altro, che a quel tempo si trovasse, e’1 piú aventuroso cavalieri in fatti d’arme» (,Storie pistor., xci). Nel 1335, insieme coi fratelli, aveva ceduto a Mastino II la signoria di Parma (vv. 7-8).

XI-XIII. — Nel dicembre 1338 i veneziani si accordarono direttamente con Mastino II della Scala, cosi che Firenze fu costretta a far pace alla sua volta (24 gennaio 1339); per questo fatto i fiorentini si tennero traditi dagli alleati, come apertamente lamentò il Villani in un capitolo (XI, lxxxix), che giova accostare ai nostri sonn. per loro riscontro e dichiarazione. Nel primo dei tre son osservabili le reminiscenze dantesche dei vv. 1 (per l’accenno al «pugliese» cfr. qui, p. 138), 4 (In/., XXXIII, 118-9) e 15-6 (Par., XXII, 16-8); nelle quartine il p. nomina i popoli d’Italia piú in fama di traditori, ed altri personaggi della stessa risma, storici e romanzeschi, antichi e moderni, «per acclamar tutti sarcasticamente, poi che Venezia tutti avea superati con la nuovissima infamia» (Morpurgo, Dieci sonn. stor. cit., p. 8). — XII, 1-4: i santi qui introdotti simboleggiano rispettivamente Venezia, Lucca (santa Zita e san Frediano), Firenze (il Battista) e Perugia (sant’Ercolano); Spinetta, cioè il marchese Spinetta Malaspina, combattè per Mastino II nella guerra contro i collegati. La vendetta di Perugia, fatta dai veneziani e dai lucchesi (Lucca apparteneva in quel tempo agli Scaligeri) sopra i fiorentini, fu quella della perdita d’Arezzo, che Firenze aveva preso per sé nel 1337 con danno e dispetto dei perugini. Ai quali rimasero Cittá di Castello e Borgo San Sepolcro («Castel di Borgo», al v. 5, sará l’espressione originaria, forse scherzosa, o una svista di scrittura per «Castell’e Borgo»?), come ai fiorentini restarono in mano Pescia, Colle, Buggiano e l’Allopascio: spedale famoso, quest’ultimo, per uso dei romei (vv. 9-10). — XIII, 2: sotto Ferrara i veneziani avevano toccato una gravissima sconfitta il 28 agosto 1309. Sul leggendario personaggio chiamato Schiavo di Bari, introdotto qui come «incarnazione di ogni giustizia» (Morpurgo), cfr. Rajna, in Bibl. d. se.

i/al., X, n. 0 18, e Torraca, in Pass. crii. d. lett. il., X, 113. La frase del v. 8, con cui si accusa Venezia di aver fatto «la parte in su la fetta» a Firenze, cioè di averla trattata senza riguardo nel far pace con gli Scaligeri, è la stessa, che si legge nel son. xi, 10-11. Oriago è nominato (v. io) come il primo luogo di terraferma sul limite della laguna.