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XXXIV. — Che appartenga al 1340, perché m. Simone de’ Bardi, destinatario del son., è Simone di Gerozzo, che nel novembre di quell’anno fu dichiarato ribelle, e venne poi riammesso in patria dal duca d’Atene, mostrò giá il Morpurgo (p. 17 e n. 2).

XLIII. — Il ms.: «a Bindo suo figliolo, sendo a Ferrara, e Pieraccio a Faenza, dolendosi che mai non gli scriveva». Su Bindo cfr. p. 113.

XXV

ANONIMI

I.— Appartiene certamente al periodo 1260-6 (da Montaperti a Benevento), cioè al tempo dell’ultimo prevalere dei ghibellini in Firenze. Il cod. lo vuol diretto a Pacino di ser Filippo Angiolieri, di cui s’han notizie tra 1 ’ ’8o e il ’94 (Monaci, Crest., p. 282), ma che non fu «sere» (v. 1): si tratterá invece, probabilmente, del notaio e rimatore ser Pace di Pace Vitelli, anch’egli guelfo e menzionato nel Libro di Montaperti (p. 98). Il disprezzo mostrato verso la gente nuova, che, arricchita con usurpazioni di terre («d’imbolio di suola»), «ha fatto casato», cioè ha messo salde radici nella cittadinanza (cfr. Del Lungo, Dante ne’ tempi di Dante, pp. 77-82), mostra il son. opera d’un fiorentino di famiglia grande o magnatizia. Del medesimo anonimo il ms. soggiunge immediatamente un altro son., dove il p. dice di tacere il suo nome «per temenza» ; con due sonn., a sua volta, rispose ser Pace, dichiarando che «di parte non travaglia» ech’è disposto solo a tenzonare d’Amore.

III. — L’invio a Bonagiunta Orbicciani (su lui Parducci, I rim. lucch.

del sec. XIII, p. xxi sgg.) si desumerebbe dalla didascalia del Vat. 3214 (ma cfr. p. 115 sg.). — Anche per Dante ( Pnrg ., XXIV, 56) Giacomo da Dentini è il «Notaro» (vv. io, 14) per antonomasia.

IV. — Un m. Neri Picchino o Piccolino di m. Iacopo degli Uberti fu iratello di Farinata e personaggio molto autorevole tra i ghibellini: podestá a S. Gimignano nel 1251, ’6o-i, ’64-6, ed ancor vivo nell’agosto ’70 (Davidsohs, Forsch., II, reg. 1186), era giá morto il 20 ottobre ’78 (Schneider, Regestnm Volaterranum, reg. 863). Ma anche un suo figlio, ricordato nel 1281 (Davidsohn, IV, 256) e morto nel 1289, ebbe nome Neri Piccolino. Finalmente, conosco un m. Neri Picchino o Piccolino degli Abati, nato da m. Ranieri di Rustico: e ne ho notizie dal 1260 al ’68, in cui fu espulso da Firenze per ghibellino (Lib. di Montap., p. 3; Del. d. erud.

tose., VIII, 275, 278, 280, e IX, 21, 89, 94). A quale di costoro fu diretta la poesia? O si dovrá pensare ad un quarto, guelfo e della famiglia Alberti (cfr. v. 9), come sospettò il Rossi ( Giorni . stor., XLIX, 387)? Ogni ipotesi appare rischiosa, data la difficoltá, sinora non superata, dell’ interpetra-