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XX

M ESSER NICCOLÒ DEL ROSSO

Un «Rubeus de Burbanto», ossia delia nobile consorteria trevigiana dei Burbanti, appare, nel 1264, teste e fideiussore per i Caminesi, con i quali partecipò nel 1283 alla cacciata dei Castelli (Vergi, S/. d. Marca iriv., Il, Docc., p. 75; VII, Docc., p. 126): si tratta forse di quel messer Alberto Rosso «de Burbanto», giá morto nel 1315, che un doc. dello stesso anno rivela padre del rimatore. 11 cui cognome, pertanto, preferisco dare nella forma patronimica «del Rosso», anzi che nell’altra, comunemente adottata, «de’ Rossi»: tanto piú che, se «de Rubeis» egli è chiamato in docc. sincroni, non solo «di Rossi» o «de Rossi», ma bensí «de Rubeo» si chiamò egli medesimo in C, fatto compilare, e in parte scritto, proprio da lui (Lega, Il canz. Vat. Barb. cit., pp. 3, 16, 33 i 77. 214). Niccolò, nato probabiimente intorno al 1285-90 (nel 1315 aveva giá terminato gli studi giuridici), prese la laurea a Bologna nel 13x7, ricevendo all’uopo (12 ottobre) dai reggitori del suo comune un sussidio di lire 200 di denari piccoli. Eletto, il 2 agosto 1318, con 168 voti contro 95 dati a Cino da Pistoia (Casini, St. di poes. ani., p. 290 e n. 4), lettore straordinario di leggi nel patrio Studio, fu, nel novembre, inviato, con altri, ambasciatore a Federico d’Austria re dei romani. Nel 13x9-21 appare sempre a Treviso, talora insignito di pubblici incarichi: nel 1339, invece, lo troviamo, non si sa in che qualitá, ad Avignone, presso la corte pontificia; e nel 1348, col titolo di canonico castellano, in un catalogo di pievani o parroci di S. Apollinare in Venezia (F. CokNtLius, Eccl. ^’en., III, 159). Cfr. Verci. op. cit , VIII, 150-2; Marchesan, L’Univers. di Treviso cit., pp. 126-47, 278-871. — Di capitale importanza è il ins. C, dov’egli raccolse (tra il 1325 e il ’35) circa dugento componimenti di vari autori, nei quali compariscono «tutti gli elementi formali e sostanziali» della sua poesia 1 (cfr. Lega, pp. xxxv-ix). Ivi sono i 75 sonn. qui riprodotti n . 20579) e 4 canz. (n. 1 1, 12, 34-5): la prima di queste, accompagnata da un lungo ed arido commi nto latino.

Dei sonetti, stampa diplomatica a parte, soltanto 21 (xxxiv, L.1-11, liv, lv 11 1-lxxi 11, lxxv) furono pubbl. dal Navone (Sonn.

ined. di AI. A’, d. R., Roma, 1888, per nozze Tittoni-Antona Tra-