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cantare secondo 81


E Liombruno sí gli respondia,
e disse a quel romito con desio:
— Mi ha portato la ventura mia,
e gli stivali che portato ho io,
sol per amore della donna mia,
la quale tien legato lo cuor mio.
Donna Aquilina si chiama palese,
che signoreggia questo stran paese. —
25
E quel romito, ch’è da Dio ispirato,
a Liombruno sí prese a parlare:
— A la mia vita mai, a nessun lato,
cotal paese non odii nomare. —
Disse Liombruno: — E’ m’è stato insegnato
che quassú i venti vengono albergare.
Per lo mio amor, quando saran tornati,
per vostra cortesia, gli domandati.
26
— Or entra dentro — quel romito disse —
infin ch’e’ venti tornan uno ad uno,
e intenderò s’alcun ve ne venisse. —
E nella cella entrava Liombruno
nel luogo del romito, e li s’affisse,
perfin che i venti tornasse ciascuno.
E quel romito sí gli scongiurava,
e di monna Aquilina domandava.
27
In prima venne il vento di Ponente,
e dopo lui il gagliardo Garbino,
vento Levante poi subitamente,
e ’l vento Greco e ’l buon vento Marino,
vento Maestro venne similmente,
che face ’l mondo al suo furor tapino,
vent’Ostro, Borea e vento Tramontana,
molti venti del mare e della Tana.