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cantare secondo 55


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E la Pulzella Gaia prese a dire:
— Compagna mia, s’elli t’è in piacimento,
e se tu vo’ mi del tutto servire,
da scriver mi dai tutto ’l fornimento. —
Ella disse: — Di ciò ti vo’ fornire; —
ed halli addotto tutto ’l guarnimento.
E dièlli un lume, poi ch’ella vedesse
a scriver quanto che a lei piacesse.
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E la Pulzella una lettra ebbe fatta;
e, quella scritta e poi ben suggellata,
disse: — Compagna mia cara ed adatta,
compi di farmi ad or questa imbasciata;
e, se di qua dentro io ne sarò tratta,
tu ne sarai da me la ben mertata.
Dentro dall’oste al mio signor fa’ dare
questa lettra, se tu mi vuoi scampare. —
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Quella rispose a lei: — Signora mia,
comanda pure, ch’io ti serviraggio
infin che durerá la vita mia;
e, se tu scampi, allegra ne saraggio. —
Immantinente sul muro venia;
la lettra buttò fuora col messaggio.
Un cavalier la prese con sua mano,
e poi l’appresentò a messer Galvano.
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Galvan la lettra ebbe dissuggellata,
la qual dicea: — Salute con amore.
Se scampar vo’ mi, parti alla celata,
e stai quindici giorni ascoso fuore.
E poi tu troverai di tua masnata
cento a cavallo, e non aver timore.
Vestili a verde a modo di donzelle,
e tu a vermiglio fa’ che sii con elle.