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cantare primo 43


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Pulzella Gaia sua magna bandiera
in questa ora lá fece fermare.
Quando lá apparve la chiarita spera,
tutta la gente fe’ meravigliare.
E lei si trasse fuori d’ogni schiera,
e fortemente prese a biastemare:
— O cavalier, cattivo e disliale,
che l’alto Iddio si ti metta in male!
49
O dislial, perché m’hai palesata?
Mala ventura a chi ti cinse spada!
La piú gentil donzella hai ingannata
che si trovasse per ogni contrada:
onde per te io sono imprigionata;
ben vo’ morir, dappoi ch’ella t’aggrada.
Mia madre mi dará prigion sí forte,
che meglio mi saria aver la morte. —
50
E l’uno e l’altro sí forte piangia,
e intrambi duo sí si abbracciava.
Lo re, tutta la corte li vedia,
di suo’ bellezze si meravigliava.
E la Pulzella Gaia in quella dia
dal buon Galvano sí s’accombiatava.
E disse: — Amanza ti convien trovare:
piú non potra’ mi veder né parlare. —
51
Pulzella Gaia di qui fu partuta,
e ritornò alla savia Morgana.
Quando la madre allora l’ha veduta,
sí li disse: — Or donde vieni, puttana? —
E po’ in prigione lei l’ebbe mettuta
in una torre, ch’è tanto sottana;
non vedea luce, sol, luna né stelle,
e stava in acqua fino alle mammelle.