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vantato», per coerenza col v. 6 «mi son vantato» — XXIX, 4 che[d] — XL 1 II, 2 a[d] — LI, 2 EF che fu adimandato; T: «ch’e’ fu», ma neppure la correzione dá senso. Suppongo che il «che» dei mss. fosse in origine un «cho», vale a dire «ciò». E allora tutto si rischiara. — LVI, 7 a[d] — LX, 2 EFT questo non è piú da sofferire; mancano la rima e la misura del verso, perciò modifico: «questo colpo non è da sofferere» — 7 gran[de] — LXII. Nei codd. e in T mancano tutte le rime: * Ma- donna Elena il volse anco ferire: | la testa presto gli volea tagliare | Messer Guarnieri disse: Non mi uccidere | ch’io veggio ben ch’io non posso scampare. | Venga il libro e si lo fate scrivere... Muto «ucci- dere» (v. 3) in «finire» e «lo fate scrivere» in «vi fate a udire». «Scri- vere» fu attratto dall’» hanno scritto» di LXIII, 2 — LXII, 7 EFT che quelle gioie ch’io v’ò mostrate. Il verso manca: correggo: «Come quelle gioie ch’io ho mostrate» — LXIV, 8 EFT non vo’ eh’ Elena non mi trovi. Tolgo la ripetizione del «non» e sostituisco: «eh’ Eléna qui mi trovi» — LVII, 7 EF solonato. Il T. stampa «solo nato», che non dá senso alcuno ; si legga «sollenato», cioè istupidito per il dolore, svanito di mente (v. Gloss.) — LXIX, 8 EFT potremo. Ma il povero vecchio non c’entrava per nulla! Leggasi : «potrete». XII Anche del cantare di Cerbino non s’hanno manoscritti, ma solo stampe popolari: 1. — La novella di Cerbino. — Segue una stampa in legno, rappresentante un combattimento navale, poi due ottave. Ine.: «O sacre sante gloriose muse» — In-4 0 , cc. 6. non numerate (reg: a-aiij) a due colonne con 4-5 ott. per col. — Fin. dopo 4 ott.: Finis. Il Molini, Operette bibliografiche cit., p. 184 la definisce «del principio del ’500 e forse di Firenze, 1502»; cfr. R. Renier, Sonetti e strambotti dell’Altissimo, xliv n. — Un esemplare è nella Magliabechiana (981-7) ed è quello ch’io segno [MJ. 2. — La Novella di Cerbino — s. n., in-4 0 , 6 cc. non nume- rate; in fronte un intaglio in legno «che rappresenta la battaglia navale descritta per entro la novella, sopra la quale leggesi il ti- tolo suddetto, e sotto le 2 prime ottave. Il «verso» dell’ultima carta contiene 8 st. e la parola: Finis. L’edizione sembra fatta in Firenze, sul cadere del sec. xv». Cosi G. B. Passano, I no- vellieri ital. in verso, p. 93. 3. — Novella del Cerbino | in ottava rima | di un anonimo | antico — Bologna, 1862. In-16 0 , pp. 38. [Disp. XXV. 2 della Scelta