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F. — Cod. CLX della Bibliot. comunale di Perugia (giá C. 43): Novela di Lena, imperadrice — «Questo cod. ha parecchie lacune ed è scorrettissimo». Col sussidio dell’uno e dell’altro dei codd., il cantare fu pubblicato da Ottaviano Targioni-Tozzetti nel libretto Cantare \ di [ Madonna Eletta \ Imperatrice [per nozze Soria-Yi- tali], Livorno, 1880 (16°, di pp. 57) [T]. Il Targioni ebbe dal D’Ancona le copie del codice Perugino e del codice Moreniano, ch’egli definisce Pisano, perché allora era in proprietá di un prete del contado di Pisa. Il cod. E , scritto a Pisa, reca molte grafie pisane, «pulsella», «fattesse» ecc., le quali non furono eliminate tutte dal Targioni; io ho tolte anche le poche che vi erano restate. Ometto l’apparato alle varianti, per- ché esso è stato dato nell’edizione del Targioni e la lezione scelta da lui nei casi dubbi è sempre la piú giudiziosa e aggraziata. In qualche luogo mi sono scostato dall’edizione T, sia per rendere al verso la giusta misura, sia per schiarire il senso, che era evidentemente oscurato e arruffato dai copisti: III, 7 EF e disse: Arnaldo grossa son. T corregge: «Amai». «Questi scorciamenti non sono insoliti ai cantori popolari». Mi pare che d’un cosi strano scorciamento non vi sia bisogno, perché per dare la misura al v. basta togliere l’«e» iniziale — VII, 4 a[d] — XIV («) — XVIII, 1 e[d] — 4 o[d] è il vin... vi — 6 parole (’n) — XIX, 2 che[d] — XXIV, 4 T destro a la terra— XXV, 7 afd] — XXVII, 2 tu se’ vantato? Muto in «ti sei (1) I codd. sono molto discordi : K E (= T) Quivi avea giente di molti coluri Quivi aveva giente de molti paesi di strane parti e de lontan paesi di strane parti e da lungie cittade e de liali e de li tradituri e degli avari e ancor de’ cortesi, e de li avari e anche de li cortisi. con una coppa di gram dengnitade, Appresentò lo vin li servituri a mercatanti, a signori e a borghesi e si fu dato bere al re Alvisi e Carlo n’ebe a la sua volontade, e lo ne bevé a tutta sua volontade, e poi la diede a messer Rugieri ; poi porse la coppa a Urgier lo podestade. di mano in mauo, a’ maggior cavalieri. Il testo F dovrebbe essere accolto senz’altro, se fosse possibile ridurre a forma toscana le rime : «cortisi», «< Alvisi». Per schiarire il testo E, evidentemente bisogna mutare «a» (v. 5) in «ha» = vi sono mercanti, signori e borghesi, e mutare «n’ebbe» (v. 6) in «bebbe» (— bevé di F), iniziando col nuovo verso (6) un nuovo periodo logico.