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poi core si mosse»; M, malamente interpretando l’inesatta grafia di K, storpia cosi il v.: «e poi a correre si mosse». K naturalmente ha un testo buono, ma non impeccabile. Molte volte la lezione si rivela una corruzione di quella data da E e M, che il senso e la rima accertano esatta: E «crescendo» = K «che sendo» (II, 29, 5); — E «s’ella» = K «sole» (II, 43, 3); — EM «la possa» = K «la poscia» (III, 1, 5); — EM «nolle» = K «nulla» (IH, 28, 8); — EM «avere isposo» = K «vero sposo» (III, 28, 7); — EM «ove il cor pogno» = K «ove il compagno» (IV, 1, 6), ecc. Abbiamo dunque tre tradizioni, quella di K, quella della fa- miglia EU e quella di M, il quale è nei passi prima arrecati tri- butario di K e in questi ultimi è invece da lui indipendente. Insomma i rapporti tra i vari mss. potrebbero cosi rappresentarsi graficamente : autografo x K y Ecco ora le principali varianti: I, 2 E dalchuna sostanza; M d’altrui bene si stanza—3 U a chi ti richiede; M essere chortese achum che ti — II, 4 E di se inn. ; U fa inam. — 5 M che poi rimato — 7 U chio vi prometto —8 U piú bella.— III, 2 UM nel— IV, 1 U Giusta reina e di — 6 U avea — 8 U lavea a tutto suo; M Questa gli; E in suo piaciere lavea nel suo — V, x U Si- come dice li erano; M sera; E sichome som — 4 EM ed eran — 6 U [che] angeli parean non che—VI, 1 E Em guardia; M questa gentil reg.— 5 U quella — 7 U che mai noi fe’simile signore — VII, 4 E papa; M pare — 5 E per difese — 7 U, seguito dal Bonucci : Per ubbidire de lo papa il manto; M. Per riverentia. La lez. di E che accolgo, è pur quella delle ediz. quattrocentine — Vili, 3 U questa vita ogni altra — 4 U mon dane cose vole al suo diviso. Il Bon. segue questa lezione, che non dá senso alcuno; EM e l’ed. del 1475: «mondan diletti vuole». L’ed. 1475: «tien» per non diviso (M divini). «Tenere per non diviso» = «considerare indivisa una proprietá» (Crusca, iv, 781), sicché intendasi: «La regina