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saracino a Liombruno, tant’è vero che subito segue la risposta di Liom- bruno (XXXV i): «E Liombrun disse:— Volentieri» — XXXV, 8 \1 a colpi. — XXXVI, 3 M dette ciascheduno (12 sillabe) — 8 M (E) giú — XXXVII, 7 combattere — XXXVIII, 6 Ciò (che) vi piace. Per la soppressione del relativo, cfr. piu sopra l’ott. XXII, 3 — XXXIX, 6 chefd] a noi — "XL, 4 [ne] provi — XLI, 4 M chi genta il sparviero — 8 Liombruno poi fu (13 sillabe)—XLII, 1 [vi] — XLIII, 2 Re [ed] 10 — 4M presta — XLIV, 6 M (ri-) piena — 8 M (Ed) ei — XLV, 3 quando lo re — 7 Et disse Liombruno — XLVII, 1 M da lei. Ma non giá da Aquilina prende commiato Liombruno, si bene dal re di Gra- nata — 6 M ben mincr.; ma Aquilina sdegnata deve dire il contrario, cioè di essere indifferente alla morte dell’amante — XLVIII, 2 [ne] fu. Cantare II: — III, 8 M edua par di stivali. Quattro stivali per due piedi son troppi! — IV, 4 M si hebbono a crucciare — 7 il chiamoe — V, 2 habbi — VII, 1 Disse Liombr.: Io noi crederia — 8 a[d] uno — Vili, 1 Se[d] — 3 el piú — 8 ninna — X, 1 (la) scusa—XI, 1 questi — 4 si [n’] ebbono — 8 restar — XII, 3 di vedere, ripetizione del v. precedente — XIII, 2 Che [presso] a un’osteria [ne] fu — 7 (che) fece L. — XV, 4 M all’hor, inutile ripetizione dell’» allora si ebbe parlato» del v. 3 — 5 voi [che] cercate — 7 dimmi — XVI, 3 menzonare — 6 (di) piú [che] qualche mese — XVII, 1 M E Liombr. disse e nissun — 3 [Ed] 11 piú antico — XVIII, 3 M se non un romito — 4 M el qual da venti — 6 Dio [ne] gli ha ordinato — XIX, 6 «uso» per «oso»: ardito—XX, 2 E (quando) Liombr. da costor si — XXI, 1 quegli stivali — 3 giunse in parti tali — 5 doppo alla cella del romito soli. L’ottava è guasta, come . mostra la falsa rima del v. 5, e deve essere stata cosi raffazzonata in un tempo in cui il popolo non sapeva piú che cosa fossero gli «usatti», che formano la rima del v. 1, e conseguentemente dei vv. 3 e 5. Nel ricon- durre il testo alla lezione primitiva mi valgo della stampa descritta al n. 20 — XXII, S M sentendo chiamare — XXV, 4 M non ò da narrare. La stampa 20 riprodotta dall’Imbriani : «non udí nominare». Il testo in ori- gine doveva recare «non odi», donde è uscito lo spropositato «non ò da» di M, e «nomare», dal quale venne da un lato il «narrare» di M e dal- l’altro il «nominare» della stampa 20, che rende ipermetro il verso — XXVI, 2 tornan (a) uno — 8 M e da parte di Cristo domandava. Ma non si sa di che cosa domandasse; l’interrogazione rimane vuota — XXVII, 3-6 vento Levante poi subitamente | che fece al mondo al furor tapino | vento maestro venne similmente | e vento Greco e ’l buon vento Marino. Ho invertito i vv., perché Levante non è un vento maligno, ma è «furente» invece il Maestrale: perciò ho disposto i vv. in questo ordine: 2, 3» 6, 5, 4. Ho mutato «fece» (v. 4) in «face», perché gli effetti del Mae- strale si fanno sentire tuttora, e «al furor» in «al suo furor» per la mi- sura del verso. «Al suo furor» significa «col suo furore» perchè nei testi antichi «a» spesso ha il significato di «con»—XXVIII, 1 [eh’è] — XXX,