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XI - MADONNA ELKNA
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Messer Ruggieri, ch’era qui presente,
vedendo il tradimento ch’era stato,
di ciò che fatto avea fu ben dolente:
fuggi da corte e non chiese cumiato:
e’ va dicendo: — Omè lasso dolente!
in che mal punto ci fu’ io mai nato,
che ho morti amendu’ i miei figliuoli,
onde non vo’ ch’Elena qui mi trovi. —
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Arnaldo di Gironda, il buon guerrieri,
vedendo acceso il fuoco e la calura,
piangendo disse co’ suoi cavalieri :
— De la mia figlia io aggio gran paura. —
Con mille cinquecento cavalieri
va cavalcando per una pianura,
dicendo: — Elena, se tu muori a torto,
oggi è quel giorno che Carlo sia morto.
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Elena bella lo vide venire,
sali a cavallo e ’ncontro li fu andato;
e dice: — Padre, non ti fa mestiere
che tu venghi si forte ed adirato,
ché io ti dico c faccioti asapere
che ’l traditore è morto e dicollato:
se a corte vien’ di Carlo imperadore,
colla tua gente falli grande onore. —
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E ’l padre disse: — Eléna, il tuo marito,
c’ha morti i miei nipoti a si gran torto,
io t’imprometto, se non s’è partito,
oggi è quel giorno che sia preso e morto.
Elena disse: — E’ se n’è fugito,
per gran paura se n’è ito al porto,
e sollenato va per lo camino,
e va piangendo Arnaldo e Girondino. —