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Messer Ruggieri quando giá a la morte,
Elena bella nella terra è entrata:
giunse al palagio e sospignea le porte,
davanti a Carlo si fu inginocchiata:
— Santa Corona, non mi dar la morte,
ché d’esto fallo non sono incolpata:
messer Ruggieri è condannato a torto,
e proverollo innanzi che sia morto.
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Messer, che Dio vi dia vita ed onore,
tenetemi ragion, Santa Corona:
fate venir davanti il traditore,
segundo che si dice e si ragiona,
che ditto ha mal di me e misso errore,
ch’io v’imprometto e giuro in fede buona
ch’io lo faraggio morir ricredente
davanti a voi e tutta vostra gente. —
50
E per messer Guarnieri e’ fu mandato,
ch’eli venisse a far sua difensione,
ché Elena bella si ha rapellato,
e prova e dice ch’ell’ha la ragione,
e tal si crede aver vinto quel piato,
che perderá la vita e la quistione:
chi si vanta di quel che non ha fatto,
il senno perde ed è tenuto matto.
51
Messer Guarnieri a corte fu venuto:
e da li savi ciò fu adomandato:
— Quella donna, cavalieri arguto,
vedestila tu mai in nessun lato?
— Io ho auto di lei ciò ch’i’ho voluto:
ecco le gioie ch’ella m’ha donato. —
E per messer Ruggieri e’ fu mandato,
e comandò non fusse dicapato.