Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/293


Cavalieri e donzelli e mercatanti,
per cortesia venitemi ascoltare:
ch’io credo ben che Dio con tutti i santi
m’ha dato grazia di saper trovare;
e voi, signor, traetevi davanti,
ed io vi canterò un bel cantare,
e si dirò d’Eléna imperadrice
che fu piú bella che ’l cantar non dice.
2
Elena fu di molto gran barnaggio
e di Nerbona, la nobil cittade:
e d’Amerigo fu lo suo Iegnaggio
che mantenea gran nobilitade;
Arnaldo di Gironda, prode e saggio,
figliuol fu d’Amerigo, in veritade,
e questo Arnaldo prese per mogliere
una figliuola d’un prò’ cavaliere.
3
Co’ questa donna Arnaldo mantenea
dentro in Gironda la nobil cittade:
e l’un de l’altro figliuol non avea,
e non potea la donna ingravidare.
Come a Dio piacque ed a santa Maria,
la donna un giorno si prende a parlare,
disse: —Arnaldo, son grossa per ragione
avrem figliuoi, se piaccia al Creatore. —