Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/262


44
Lo ’mperador ne fu molto contento,
e lettere fúr fatte e suggellate,
e per ambasciador di valimento
a lo re d’Oriente fúr mandate.
E lo re l’accettò di fin talento;
poi disse a que’ messaggi: — Or m’aspettate;
e poi le lesse in zambra saviamente,
con donna Berta e la madre presente.
45
Quando leggendo intende la scrittura,
come lo ’mperador gli vuol dar moglie,
non sentendosi maschio di natura,
egli e la madre parean pien di doglie.
E donna Berta s’impromette e giura
di riparare a ciò, sed e’ la toglie;
dicendo: — Scusa parrebbe disdegno,
onde distrutto saria questo regno. —
46
E lo re fe’ chiamar l’ambasceria,
e disse lor: — Signori, in veritade,
che tutto ’l tempo della vita mia
promesso aveva a Dio verginitade;
si che per tal cagion grave mi fia
offender la divina Maestade:
ma, per aver con lui perfetta pace,
son per far ciò ch’alio ’mperador piace. —
47
E fece ragunar sua gente a presso,
e in parlemento fe’ dir l’ambasciata,
e tutta la sua gente gridò ad esso:
— Facciasi ciò che dice la mandata. —
E, fatto nel Consiglio il compromesso,
per cavalcar si fe’ l’apparecchiata.
Quando il re fu per mover la mattina,
s’inginocchiòe e disse alla reina: