Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/260


36
Ed in quel tempo la reina scrisse
a donna Berta che s’apparecchiasse,
che di Bologna in breve si partisse
e come re la figliuola menasse;
e d’un color cento donzei vestisse,
e gente a piè ed a cavai soldasse,
si che paresse bene accompagnato
il re novello d’oro incoronalo.
37
E donna Berta fece incontanente
ciò che da quella lettera comprese:
vesti donzelli e soldo molta gente,
e some fe’ di molto bello arnese;
e da’ signor de la cittá presente
prese comiato, e fece allor palese
che figliuol era: donde i cittadini
l’accompagnáro piú che a lor confini.
38
E, cavalcando poi, ogni cittade
gli fece onor quanto li convenia.
La madre, che sapea per veritade
la sua tornata, fece ambasceria
a tutti i suoi baron di nobiltade
ch’ognuno andasse a farle compagnia;
onde marchesi, barvasori e conti
con altra gente a cavai furon pronti.
39
Poi la reina fe’ per suo contado
tutta la strada, dove dé’ passare,
quaranta miglia coprir di zendado,
e poi la piazza, ove dovia smontare,
di drappo d’oro coprir, che di rado
si bel si vede mai adoperare.
Giunto ch’è il re, la fe*ta e l’allegrezza
fu tal, che a dire mi sare’ gravezza.