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Sentendo la sconfitta, il Padre santo
andò al palazzo dello ’mperadore,
e in camera il trovò far si gran pianto,
che somigliante mai noi le’ signore.
E disse: — Dimmi il fatto tutto quanto. —
Ed e’ rispuose con molto dolore:
— Il fatto è gito come voi voleste,
quando la falsa reina assolveste.
17
1’ vo’ che voi sappiate, santo Padre,
ch’ella è maestra di diabolica arte,
e le ricchezze sue tanto leggiadre
tutte le vengon da si fatta parte;
e per tal modo uccise la mia madre
con dieci cameriere po’ in disparte;
e ora senza combatter mi sconfisse
con parole e mal cose ch’ella disse. —
18
E ’l papa, che la cosa tutta quanta
sapeva, disse: — Non mi ti scusare.
Tu m’accusasti quella donna santa,
poi la volesti qui vituperare;
perch’ella si difese, tu sai quanta
crudeltá inverso lei volesti fare.
Dio ne fe’ uno miraeoi manifesto,
e la reina non ha colpa in questo. —
19
E poi che l’ebbe molto predicato,
lo ’mperadore tornò a coscienza,
ed a’ suoi piè, di lagrime bagnato,
s’inginocchiò con molta riverenza,
dicendo: — Padre, i’ ho molto fallato,
ond’io mi pento e cheggio penitenza. —
E ’l papa l’assolvette d’ogni rio,
e benedisselo e poi si partio.