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E, ragunato ch’ebbe il parlamento,
l’alta reina in piè fússi levata,
e lesse, dopo il bel proponimento,
la lettera che ’l papa avea mandata.
Poi lesse l’altro gran comandamento
che in breve tempo fosse apparecchiata
dicendo: — Consigliate che vi pare, —
E dopo lei un conte andò a parlare,
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e disse: — Alta reina, perch’io sono
un de’ minor del vostro baronaggio,
duomila cavalier profero e dono
per la difesa di cotanto oltraggio.
Ma, s’io fallasse, chieggiovi perdono:
lasciate fare a noi questo viaggio,
e voi vi state con diletto e gioia.
Chi contro a ciò vuol dir, dico che muoia. —
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Disse un marchese, che si levò poi :
— Per Dio non si sostenga tal vergogna !
10 vi vo’ dar, per difesa di voi,
tremila cavalier senza menzogna.
Dama, lasciate far la scusa a noi :
le spade acconceran ciò che bisogna. —
Quand’ebbe detto, scese il parlatore.
E montò suso un grande barbasore,
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il quale stava al fine d’Oriente,
campion de’ner gioganti, s’io non erroi
e disse: — Io vi darò della mia gente
duomila turchi con baston di ferro,
e vo’ morir con tutti lor presente,
se dieci tanti di lor non disserro. —
E dopo costui molti altri baroni
11 proferian cavalieri e pedoni.