Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/230


IX - MADONNA LIONESSA
36
E cosi cavalcavan ragionando
che presso a Roma a tre miglia arriváro:
e ’l papa e’ cardinali e gli altri, quando
l’ebbon sentito, incontro si gli andáro;
e, ’n sulla strada insieme riscontrando,
il papa e Salamon si salutaro.
Dicea il papa: — Ben venga il signor mio!
Ed e’: — Ben venga il vicario di Dio! —
37
E, poi ch’alquanto in Roma fue posato,
il papa fece con lor concestoro,
e fe’ che ’l chericato ivi adunato
gli diede centomillia fiorili d’oro.
Parlamentando il papa gli ha parlato:
— 1’ non so quanto farete dimoro;
ma io intendo che per ogni verso
legge mutiate in tutto l’universo;
38
e tórre al chericato e’ benefici,
e darci poi asprissima sentenza.
Se riparare si può ta’ giudici,
provveggia in ciò la vostra sapienza. —
Salamon disse: — In Dio e veri ufici
vivete casti c fate penitenza,
e lussuria lasciate e’ buon bocconi :
i’ pregherò Iddio che vi perdoni. —
39
Da Roma si parti colla secura,
e tanto cavalcò che giunse in Siena;
lá onde il chericato per paura
partire il fece colla borsa piena.
E ’l chericato fiorentin procura,
di sua venuta, gran gioia ne mena;
incontro gli si fe’ con grandi onori.
In Firenze smontò a’ Frati minori.