Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/148


68
Fatto che l’ebbe sir del suo paese
e da sua gente avuto il sacramento,
cavalier tolse, tesoro ed arnese,
e cavalcò senza dimoramento
inver’ di Rodi, a stare alle difese
de’ saracini, ed ivi con tormento
fini la vita sua con gran travaglia,
restando sempre in zuffa ed in battaglia.
69
Signori, avete udito il gran dannaggio,
ch’avvenne a’ due amanti per malizia
della duchessa, ben che ’l duca saggio,
com’io v’ho detto, ne fé’gran giustizia,
onde poi si dispuose a far passaggio
sopra de’ saracin, per gran niquizia;
lá ne mori poi in servizio di Dio.
Al vostro onor compiuto è ’l cantar mio!