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E1 duca disse allora: — E io vi comando,,
messer Guglielmo, che fra questo mese,
a pena della vita esser in bando,
che voi sgombriate tutto el mio paese;
ma questo vo’che non s’intenda, quando
voi mi facciate si chiaro e palese
di quella in cui avete speme messa,
ch’io creda a voi e non alla duchessa. —
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Partissi el duca allor di quel consiglio,
ed era alquanto men maninconoso.
Messer Guglielmo con crucciato ciglio
sen gi col cuore afflitto e pensieroso;
e nel suo cuor diceva: — Fresco giglio,
dama, lo nostro amor chiuso e nascoso
convien ch’ai duca tutto si riveli
o ch’io dal tuo piacer mi fugga o celi-
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Di star lontano da te non è aviso
né di menar mia vita en tal costume;
ché, s’io fussi co’santi in paradiso,
al luogo ove di gloria ha largo fiume,
non sofferria di star da te diviso.
Dama, fontana d’ogni bel costume,
or mi conviene, oh doloroso lasso!
farti palese o girmene a gran passo.
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E, s’io piglio el partito di fuggirmi
e iasciare ei paese en tal maniera,
ben dirá el duca: — E’ voleva tradirmi —
e fare’ la duchessa veritiera
e l’altre genti, che potranno dirmi
si cogli traditori ch’io sia a schiera:
s’io mi diparto e’l vostro amor no’scopro,,
come di questo falso mi ricuopro? —