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102 IV - ISTORIA DI TRE GIOVANI DISPERATI E DI TRE FATE
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ché questa pare pur cosa incredibile;
io mi stupisco e non lo posso credere ! —
Rispose Biagio: — Io so che gli è possibile —
e che provasse cominciò a credere.
— Dimmi — diss’ella — se si va invisibile
con quest’addosso, se mel vuoi concedere.
— Invisibile vassi — disse Biagio: —
tu lo puoi qui provar per lo palagio.
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Tu gli puoi comandar quel che tu vuoi,
che in ogni lato ti fará la scorta.
Non puoi esser veduta, stu non vuoi,
e contra lui non vai finestra o porta. —
Costei sei mise addosso, e disse poi :
— Vedimi tu? Son io diritta o torta? —
Biagio rispose: — Io non veggio niente. —
E lei trovava l’uscio prestamente.
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Biagio restossi in camera soletto.
Costei si fece a’ suoi servi vedere,
e contò lor del tappeto l’effetto,
e poi diceva alle sue cameriere
ch’andassen due di loro a fare il letto,
s’alcun vi trovan ritto od a sedere:
— Fate che presto leviate il rumore,
e i servi correran lá con furore. —
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E come giunti son, ebbon veduto
costui che bla la regina a aspettare,
e, senza dargli le donne saluto,
incominciorno subito a gridare.
E’ servi, come questo hanno sentuto,
addosso a Biagio s’ebbono a cacciare,
e diceva ciascun: — Se ben ti squadro,
tu debbi esser per certo qualche ladro! —