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— Il mio tappeto non ti vo’ prestare,
che ho paura che lo perderesti.
— Io voglio nella zambra sua entrare,
si che bisogna che tu me lo presti;
io voglio la mia borsa ripigliare. —
Tanto che pur sono d’accordo questi;
e misseselo addosso e tirò via
ed al palazzo di costei giugnia.
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Giunto che fu di costei al palagio,
subito in zambra entrò per la finestra,
e vide la regina star ad agio;
ma ella se ne accorse molto destra,
però che giá invisibil non va Biagio.
Lei. che di simulare era maestra,
e disse: — Molto m’hai fatta stupire,
perché tardato hai tanto il tuo venire.
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Io non so la cagion del tuo tardare.
Hammi tu forse al tutto rifiutata?
— Adesso, che m’hai fatto bastonare,
tu vuoi mostrare di non esser stata?
— Biagio, tu mi fai ben maravigliare
di questa cosa che tu m’hai parlata. —
E lui si li contava la cagione,
e lei fingeva d’averne passione.
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— Vo’ che mi cavi un dubbio della testa,
ch’i’son del caso impallidita e smorta:
perché io ti vidi entrar per la finestra?
perché non sei venuto per la porta?
— Si ho questo tappeto in mia podésta,
mi porta dove voglio senza scorta.
— Cotesto mai non crederei giá io,
se non provassi cotal cosa anch’io,